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22 Ottobre 2015

Sinodo e Tratta di Persone

CONTRO LA TRATTA - “La famiglia è il primo e fondamentale nucleo della società” (Giovanni Paolo II). Come tale porta in sé le sfide e le potenzialità di ogni epoca.

In occasione del Sinodo sulla famiglia, Roma ottobre 2015, la Rete Talitha Kum e altri organismi della Chiesa cattolica impegnati contro la tratta di persone, evidenziano alcuni punti per comprendere come il fenomeno della tratta si intersechi con la realtà della famiglia contemporanea.

Ogni persona sfigurata dalla tratta e da ogni forma di sfruttamento è una ferita profonda nella famiglia. La famiglia, quindi, deve essere considerata in ogni attività da realizzarsi per contrastare questo crimine: nella prevenzione, nella protezione alle persone trafficate e nella responsabilizzazione di coloro che sostengono la tratta e la promuovono.

Questa grave violazione dei diritti umani, in forma più o meno diretta, ferisce decine di milioni famiglie, soprattutto quelle povere:
• La totalità delle persone trafficate sono originarie da famiglie in situazioni di vulnerabilità sociale e da aree di conflitto.  
• La maggioranza delle persone trafficate sono donne; il numero di bambine e bambini sta crescendo significativamente. 
• Le persone trafficate, soprattutto donne per lo sfruttamento sessuale, provengono da famiglie ferite dalla povertà, con difficile accesso all’istruzione e al sistema sanitario. La violenza fisica, psicologica e sessuale, sofferta nel nucleo famigliare di origine, diventa per molti la causa di vulnerabilità alla tratta.

Chiediamo impegno pastorale specifico per:
- Le famiglie che si trovano profondamente ferite dalla tratta di persone, mancanza di libertà, ingiustizia e vulnerabilità sociale e che soffrono per la scomparsa di uno dei suoi membri (rapimento, inganno, abuso di autorità per adozioni illegali, lavori e matrimonio forzato, sfruttamento sessuale….). 
- Le famiglie che si sostengono economicamente dallo sfruttamento sessuale di donne e bambini e da ogni altra forma di sfruttamento. 
- Promuovere la cultura del rispetto attraverso progetti educativi e catechetici di prevenzione contro ogni forma di violenza, promuovendo relazioni uomo/ donna e adulto / bambino fondate sul rispetto, riconoscimento, tutela e valorizzazione delle diversità. 

 

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