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13 Ottobre 2022

La storia di Jenny

Mi chiamo Jenny e questa è la mia storia.

Un giorno, mentre ero in visita a casa di una zia in Zimbabwe, ho sentito parlare di un uomo che assumeva donne per lavorare in Kuwait, un paese arabo sul Golfo Persico. La paga doveva essere di 700 dollari al mese, così ho deciso di partire con altre quindici giovani come me.

Quando siamo arrivati, dopo tanti giorni di viaggi, alcune persone ci hanno preso i documenti e ci hanno spiegato che ci avrebbero dato solo 230 dollari per lavorare come domestiche.

Ricordo molto bene questo tempo in cui ci hanno trattato come bestie; mangiavamo per la maggior parte delle volte in piedi. Dopo un tempo di duro lavoro, i miei aguzzini hanno detto che avrei avuto il mio stipendio solo dopo due anni. Li implorai, ma non mi ascoltarono. 

Presto mi ammalai e fui portata in ospedale. Per fortuna, c'erano altre donne dello Zimbabwe lì e abbiamo pianificato la fuga. Siamo arrivate all'Ambasciata del nostro paese, ci hanno aiutato con i nostri documenti e siamo tornate in Zimbabwe.

Non è stato facile tornare a casa senza lavoro e senza soldi, e con tutta la sofferenza dello sfruttamento sulle nostre spalle. Tuttavia, non eravamo sole. Per me è stato un grande dono contare con delle persone che mi hanno aiutato ad andare avanti. Dopo qualche mese dal mio arrivo, sono stata contattata dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che mi ha dato la possibilità di formarmi e avviare un progetto di pasticceria. Ho conosciuto anche le sorelle di Talitha Kum. Le sorelle mi hanno aiutato a trovare altri fondi per acquistare un fornello a gas per il mio negozio, e mi hanno accompagnato dandomi le cose più importanti: ho ricevuto accompagnamento psicologico e spirituale riacquistando fiducia in me stessa. Oggi cerco di aiutare altre donne dando loro consigli e solidarietà.

“La tratta a scopo di lavoro forzato non può essere analizzata come un'unica forma di tratta, poiché comprende una varietà di metodi di sfruttamento, profili di vittime e settori economici diversi. Questa forma di tratta si caratterizza per la sua infiltrazione nell'economia legale e per la sua possibile interazione con la vita quotidiana. [...] La tratta a scopo di lavoro forzato rappresenta circa il 38% del totale dei casi di tratta rilevati a livello globale nel 2018. Alcune regioni del mondo, in particolare Africa sub-sahariana, Asia meridionale, Europa orientale e Asia centrale, rilevano un maggior numero di casi di tratta a scopo di lavoro forzato rispetto ad altri tipi di tratta”.   (UNDOC “Trafficking for forced labour; the economy of coercion”, 2018) 

LA RETE
NEL MONDO

Le reti di Talitha Kum sono attive nei 5 continenti e coordinano l'impegno contro la tratta di 50 Reti inter-congregazionali organizzate a livello nazionale-locale; 10 reti di coordinamento congiunto di diversi paesi a livello regionale.

* Dati Census di Talitha Kum 2021

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“Quando i ragni uniscono le loro reti,
possono abbattere un leone”

(Proverbio etiope)