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“Il potere della speranza quando la missione viene portata avanti in comunione” – Riflessione di suor Adina Balan

Mentre il mio mandato di coordinatrice europea di Talitha Kum volge al termine, guardo indietro con profonda gratitudine, considerando questo percorso come una scuola di collaborazione interculturale e un’esperienza di missione condivisa.

Dal 2023 ad oggi, l’Europa ha vissuto realtà complesse e dolorose: la guerra in Ucraina, le migrazioni forzate, le crisi sociali ed economiche, l’aumento delle vulnerabilità, nonché l’emergere di nuove forme di tratta e sfruttamento, soprattutto online. Di fronte a queste sfide, è diventato chiaro che prevenire e combattere la tratta di persone richiede collaborazione, vigilanza, solidarietà transnazionale e una capacità incessante di discernere i segni dei tempi attraverso la preghiera.

Il carattere internazionale di Talitha Kum mi ha permesso di scoprire la ricchezza di una rete che riunisce diversi paesi, culture, lingue, congregazioni, organizzazioni e carismi, tutti accomunati dalla stessa vocazione a difendere la dignità umana e ad accompagnare chi è stato ferito dalla tratta. Ho imparato quanto sia importante prestare attenzione alle realtà di ogni paese e di ogni rete e rispettarne i ritmi e le risorse, costruendo al contempo insieme una voce comune, credibile e coraggiosa.

Questo incarico mi ha fatto capire come essere alla guida di una rete internazionale significhi armonizzare le differenze e creare spazi in cui si possano condividere esperienze, vulnerabilità, competenze e, soprattutto, la speranza, poiché la vera forza della rete Talitha Kum risiede nelle relazioni: nella fiducia costruita passo dopo passo, nella volontà di collaborare, nella preghiera che sostiene la missione e nella fedeltà di tante persone che lavorano a stretto contatto con le vittime e i sopravvissuti sul campo.

Ringrazio di cuore tutte le reti d’Europa per la fiducia, il sostegno, la pazienza e la generosità dimostrati. Ogni rete, con la propria identità, esperienza e prospettiva, ha contribuito alla bellezza e alla fecondità di questa missione. Lavorando insieme, abbiamo compreso meglio i percorsi, i rischi, i limiti dei sistemi, le sfide legate alla protezione delle vittime, ma anche il potere della speranza quando la missione viene portata avanti in comunione.

Sono inoltre grata per il legame con la dimensione internazionale di Talitha Kum, che ci ricorda che l’Europa non è un mondo a sé stante, ma parte di una realtà globale. La tratta di persone attraversa i confini e la nostra risposta deve essere altrettanto aperta, interconnessa e unita. Tutto ciò che ho imparato da questa esperienza internazionale — visione, coraggio, collaborazione intercongregazionale, amicizia, responsabilità e spirito di comunità — rimane per me un dono prezioso.

Sono davvero felice che suor Marie Power assuma questo incarico e sono certa che porterà avanti questa missione con saggezza, generosità e coraggio. Mi auguro che riceva lo stesso sostegno, la stessa apertura e lo stesso spirito di collaborazione di cui ho beneficiato io durante tutto il mio servizio.

Concludo questa fase con il cuore colmo di gratitudine, affidando alla preghiera ogni rete, ogni persona, ogni incontro e ogni iniziativa che hanno reso questa missione un’esperienza così bella e unica. Grazie a tutte le persone che ho incontrato nel corso degli anni attraverso Talitha Kum!

Sr. Adina Balan, CJ