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Coppa del Mondo FIFA: allarme per il rischio crescente di tratta
Al di là dell'entusiasmo suscitato dal torneo di calcio, crescono le preoccupazioni a livello globale mentre il Nord America si prepara ad ospitare la 23ª edizione dei Mondiali FIFA. La portata senza precedenti di questo evento internazionale, con 104 partite di calcio che si disputeranno in sedici città tra Stati Uniti, Canada e Messico in soli 39 giorni, ha destato allarme nella nostra rete impegnata nella lotta contro la tratta di persone.
Le imponenti esigenze logistiche legate all'organizzazione di un evento di tale portata determineranno un forte aumento della domanda di manodopera nei settori dell'edilizia, dell'ospitalità, della ristorazione, delle pulizie, dei trasporti e della logistica. Spesso sono proprio le persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità, come i lavoratori migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo in cerca di una vita migliore, a dover sopportare il peso di questa domanda. I trafficanti sfruttano sistematicamente queste vulnerabilità, prosperando laddove la disperazione incontra l'illusione di un’opportunità.
Con l'avvicinarsi del campionato mondiale, cresce il timore di un aumento dei casi di tratta e sfruttamento, con persone costrette a subire furti salariali, orari di lavoro estenuanti, condizioni lavorative insicure e la privazione della libertà di movimento. Siamo inoltre profondamente preoccupati per la sicurezza delle donne e dei bambini, che rimangono i principali bersagli della tratta a scopo sessuale, fenomeno che potrebbe aggravarsi ulteriormente in questo periodo.
Le reti Talitha Kum del Nord America si stanno mobilitando per rispondere a queste sfide urgenti. In Canada, il 12 maggio CATHII ha organizzato un webinar in collaborazione con l’Arcidiocesi di Montreal e il Mary Ward Centre. L’incontro ha riunito le voci di organizzazioni partner impegnate nella lotta alla tratta provenienti da Brasile, Messico, Stati Uniti e Canada, evidenziando come la prevenzione rappresenti la nostra strategia primaria. I relatori hanno evidenziato la necessità di informare il pubblico attraverso le scuole, le chiese e le piattaforme digitali, in modo che le persone siano in grado di riconoscere e prevenire i rischi della tratta. “Come società civile, Chiesa ed educatori, svolgiamo un ruolo preventivo fondamentale”, ha affermato Eva Rodriguez-Diaz del Mary Ward Centre.
Suor Sandra Ede, in rappresentanza del network Um Grito Pela Vida, ha condiviso le esperienze acquisite in occasione dei Mondiali di calcio del 2014, tenutisi in Brasile. Ha sottolineato come il rischio sia onnipresente e deve essere contrastato attraverso la creazione di reti di collaborazione capillari e attività di sensibilizzazione in ogni ambito. In particolare, ha richiamato l’importanza di diffondere informazioni nei luoghi di maggiore transito e aggregazione — aeroporti, ristoranti, alberghi, servizi pubblici e altri spazi comuni — affinché la prevenzione raggiunga concretamente le persone più vulnerabili. Suor Sandra ha inoltre evidenziato la necessità di diffondere in modo efficace informazioni accurate, al fine di contrastare i messaggi ingannevoli diffusi dai criminali per reclutare nuove vittime.
Contemporaneamente, l’Alliance to End Human Trafficking (AEHT) negli Stati Uniti ha pubblicato una guida completa dal titolo: “La Tratta di Persone durante gli Eventi Sportivi e altre Grandi Manifestazioni”. Questa risorsa fornisce a organizzatori, associazioni partner e comunità le conoscenze necessarie per riconoscere i segnali della tratta a scopo di sfruttamento lavorativo e sessuale, e per intervenire in modo deciso. “Concentrandoci sulla sensibilizzazione, sul coordinamento e su interventi basati sulle testimonianze delle persone sopravvissute, possiamo contribuire a garantire che i grandi eventi siano vissuti nel segno della sicurezza, della dignità e della responsabilità – non solo durante il loro svolgimento, ma anche a lungo dopo la loro conclusione”, ha dichiarato la direttrice esecutiva Katie Boller Gosewisch.
Attraverso questa serie di iniziative di prevenzione portate avanti grazie al lavoro in rete, Talitha Kum ribadisce con fermezza il proprio impegno a difendere la dignità umana, facendo in modo che la gioia della Coppa del Mondo non sia offuscata dalla sofferenza causata dallo sfruttamento.

