Piazza di Ponte Sant'Angelo, 28 | 00186 Roma, Italia | Tel: 0039 06 68 400 20 | coordinator@talithakum.info

FACEBOOK | YOUTUBE | TWITTER

CHI
SIAMO

Talitha Kum è un’espressione che si trova nel Vangelo di Marco, capitolo 5, versetto 41. La parola tradotta dall’aramaico significa: “fanciulla, io ti dico, alzati”. Queste parole sono rivolte da Gesù alla figlia di Giairo, una dodicenne che giaceva apparentemente senza vita. Gesù, dopo aver pronunciato queste parole la prese per mano e lei immediatamente si alzò e si mise a camminare.

La rete mondiale della vita consacrata impegnata contro la tratta di persone ha scelto questa parola “Talitha Kum” per definire la propria identità.

La parola “Talitha Kum” ha il potere trasformatore della compassione e della misericordia, che risveglia il profondo desiderio di dignità e di vita assopito e ferito dalle tante forme di sfruttamento.

La tratta di persone è un fenomeno complesso e multidimensionale, che ferisce decine di milioni di individui e l’intera società umana. La parola Talitha Kum è un invito rivolto a tutti ad alzarsi in piedi per contrastare con la nostra voce, le nostre azioni, le scelte quotidiane e le nostre vite tutto ciò che promuove e sostiene la tratta di persone, denunciando l’arroganza e la violenza del potere economico-finanziario quando agisce contro la dignità della persona.

Chi aderisce a Talitha Kum si impegna a farsi prossimo di coloro che soffrono le serie conseguenze della tratta di persone, donne, bambini, uomini e le loro famiglie. Le attività e i progetti di Talitha Kum sono rivolti a tutti coloro che sono deturpati della dignità e privati della libertà, indipendentemente dal loro stile di vita, razza, religione, condizioni economiche o orientazione sessuale. I membri di Talitha Kum riconoscono e testimoniano i valori cristiani, in dialogo e nel rispetto delle diverse tradizioni religiose e di chi non crede.

ISCRIVITI ALLA
NOSTRA NEWSLETTER

PRIVACY

Lingua in cui vuoi ricevere in newsletter

“Quando i ragni uniscono le loro reti,
possono abbattere un leone”

(Proverbio etiope)